domenica 22 dicembre 2013

NEPER il Genio del Grano



NEPER – il Genio del Grano
Con queste parole, la cima del Signore della Foresta-del-Tempo, cominciò pian piano a piegarsi in avanti; Djoser rimase a guardarlo, poi dirottò l’attenzione averso il proprio piede. Non era gonfio e pareva intatto. Provò a rimettersi in piedi. Le gambe erano irrigidite. Naturale, si disse; alle sue spalle, intanto, la cima dell’immensa quercia stava quasi per toccare il suolo.
“In fondo non fa così male e il bruciore passerà presto.” provò a consolarsi, facendo un passo in avanti. Un altro e un altro ancora, poi si fermò, con l’improvvisa coscienza che un mutamento era in corso   dentro di sè.   Non sofferenza   o dolore   fisico, ma una sensazione già nota. Un senso di distacco e di perdita.
Comprese che un’altra delle sue Identità lo stava lasciando: il Ba, la più intima e profonda delle forze dello spirito. Carattere e volontà, risiedevano in esso. Nobiltà e sfavillio. Conoscenza ed intelligenza. Integrità e moralità. Per questo, lo prese una gran tristezza. Quella “partenza” era davvero   una gran perdita.  Nulla di buono poteva accadere adesso al suo Ka, lasciato solo indifeso e ferito. Il Ren era rimasto in custodia dei Guardiani del Ro-Stau, l’Ib vagava nel Labirinto e la Shut si era fermata ai margini del Lago di Fuoco. E adesso il Ba. Quale sorte sarebbe toccata alla sua Anima? Non quella di Sikty, sperava.
Nome e Ombra, Cuore e Anima erano stati con lui per sedici anni. Lo avevano accompagnato e protetto, difeso e incoraggiato. Sarebbero ritornati a lui? Senza di loro si sentiva abbandonato e perso. Non sapeva cosa fare. Si sentiva come quel marinaio in mezzo al mare, di notte, con il cielo coperto e privo di orientamento. Improvvisamente si sentì chiamare:
“Djoser, Colui-che-è-uscito-dal-Papiro! Guarda verso di me.”
Era una vocetta gentile e soave, dolce e suadente. Djoser si girò e lo vide, proprio dietro di lui. Gli arrivava appena alla cintola.
Era un bambino. Il bambino più strano e incredibile che avesse mai visto in vita sua. La pelle era verde e verde erano anche i capelli lunghi, lisci e simili a spighette di grano non ancora maturo. In fondo alle braccia ed alle caviglie, mani e piedi terminavano in lunghe dita a germoglio. Il volto, parve Djoser, assomigliava a    quello del suo amico Sikty, ma il sembiante era
di una dolcezza toccante.
“Chi sei?” fu la prima cosa che a Djoser venne in mente di chiedergli, sicuro che non fosse lì per nuocere a lui; quello sorrise, tendendo verso di lui il braccio dai verdi germogli.
“Non mi riconosci? Sono la Guida del tuo Ba.”
“La Guida del mio Ba? – Djoser restò qualche attimo a fissarlo con espressione incredula – Ma sei così piccolo!”
“Sto crescendo. Sto crescendo insieme a te. Alla fine del tuo viaggio, sarò cresciuto e maturo.”
“Vuoi guidarmi? E dove vuoi portarmi?”
“Non è il tuo Ka che voglio guidare. Lui deve percorrere da solo le vie della Duat. Io voglio guidare il tuo Ba.”
“Ma Tu… tu… Ho capito chi sei! – proruppe Djoser - Tu sei Neper, la Guida delle Anime-Ba.”
Era proprio Neper, il Grano-Divinizzato. Era il Genio Benevolo che conduceva l’Anima-Ba attraverso l’Aldilà, nell’attesa di ricongiungersi al Ka, di ritorno, Giustificato e Glorificato, dal Giudizio di Osiride.
Così come la vita vegetale si rigenerava attraverso  la semina,   l’apparente  scomparsa sotterranea, anche
l’Anima poteva sperare nella propria rigenerazione e salvezza.
Il piccolo Genio sorrise e sollevò verso l’alto il braccino dai lunghi germogli. Solo in quel momento Djoser parve accorgersi che l’airone azzurro stava frollando sul suo capo e scoprì che la sua testa era umana e la faccia era la sua: quell’airone era il suo Ba e stava per volare lontano, guidato dal Genio del Grano.
Indefinibile, la sensazione che provò nel vederli allontanarsi. Molto simile, pensò, a quella che deve provare una pianta divelta dal suolo o un frutto staccato da un ramo. Lui si sentiva assai simile a quel ramo ed a quella pianta.
(continua)
copertina libro "Djoser e lo Scettro di Anubi"

 brano tratto dal libro "   DJOSER e lo Scettro di Anubi"
 di  Maria Pace
edito da EDITRICE  MONTECOVELLO
in tutte le librerie o direttamente alla Casa Editrice



giovedì 12 dicembre 2013

ANTICO EGITTO - Magia e Religione

MAGIA E RELIGIONE
Conosciamo tutti la grande religiosità che caratterizzava l’esistenza dell’antico popolo egizio. Sappiamo che Religione e Magia guidavano
ogni atto o pensiero del quotidiano. Ciò che forse non si conosce a fondo è il carattere di tale religiosità: utilitaristico e non (come nelle moderne Religioni) esclusivamente trascendentale. In parole più esplicite, per gli Antichi Egizi, la Religione rappresentava uno strumento con cui rendere più facile, o almeno più semplice, l’esistenza umana.
Un esempio chiarificatore: il fedele, oggi, prega il suo Dio nella speranza che gli venga concessa la grazia richiesta, l’antico egizio, invece, disponeva di “strumenti” con cui costringeva la Divinità a concedere quanto richiesto.
Rew ed he-kau ossia Incantesimi e Formule Magiche: questi, gli strumenti. Erano, però, “strumenti” da usare con le dovute precauzioni, se si voleva raggiungere lo scopo ed attirare l’attenzione divina, altrimenti, irritare o solamente distrarre la Divinità dalle sue occupazioni, poteva essere pericoloso o addirittura letale.
Comunicare con la Divinità non era facile. Bisognava farlo con la giusta intonazione di voce: quel tono di voce capace di indurre la Divinità a lasciare ogni altra occupazione e ad intervenire… ( la voce del muezzin dall’alto di un minareto o il Salmo recitato da un rabbino oppure la preghiera intonata da un prete cristiano durante la celebrazione della Messa, non sono, forse, retaggio di un così antico rituale per invocare Dio?)
Chery-vebb, ossia “Puro di voce”, così si chiamava il sacerdote che conosceva la giusta intonazione di voce, necessaria per recitare le he-kau, Formule Magiche; sem, era invece il nome del sacerdote-esorcista, dotato di urre-ka, strumenti magici; il primo riconoscibile per la lunga stola di lino appoggiata sulla spalla destra e l’altro per la pelle di leopardo in spalla.
Queste e molte altre curiosità, aneddoti, notizie, ecc… scoprirete nella lettura dell’ultimo libro di Maria PACE:
DJOSER e lo Scettro di Anubi”
edito da: SOCIETA’ EDITRICE MONTECOVELLO
in uscita presso le migliori librerie o direttamente presso la Casa Editrice

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